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Oscar 2016: la sintesi

Ecco tutti i vincitori e i vinti della notte degli Oscar Oscar 2016: la sintesi

E anche quest'anno la notte degli Oscar si è conclusa, con qualche critica che l'ha accompagnata. Tutto sommato, però, questa edizione del premio cinematografico più seguito è stata un po' una piccola, per quanto annunciata, sorpresa.

 

Mattatore della serata è stato il presentatore e comico Chris Rock, che ha trattenuto gli ospiti con la sua consueta simpatia.

 

Agli Academy, come al solito non sono mancate le star che hanno a lungo sfilato sul red carpet ma tra tutte, quelle che hanno brillato di più sono state quelle vincenti.

 


Ecco la lista di tutti i vincitori della serata.

 

 

-Miglior attore protagonista: Leonardo Di Caprio.

 

Finalmente, dopo un'infinità di candidature e altrettante delusioni, anche l'attore italo americano è riuscito a portare a casa la tanto agognata statuetta dorata. La sua intensa interpretazione in “The Revenant” ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, composta per altro da pesi massimi quali Michael Fassbender, protagonista in “Steve Jobs” ed Eddie Redmayne, che con “The Danish Girl” ha fatto commuovere il mondo. Nel suo discorso di accettazione del premio, Leo ha voluto mantenere alta l'attenzione sui profondi cambiamenti climatici cui sta andando incontro il pianeta.

 

 

-Miglior regista: Alejandro Gonzal Iñarritu.

 

Ancora una volta è lui a portarsi a casa una delle statuette più bramate che ci siano. Iñarritu è il secondo regista nella storia degli Academy a vincere il premio per due volte di seguito: prima di lui ci riuscì solo Joseph Mankiewicz che nel 1950 vinse per “Lettera a tre mogli” e l'anno successivo per “Eva contro Eva”.

 

 

-Miglior film: Il caso Spotlight.

 

Forse uno dei premi più 'scontati', questo perché “Il caso Spotlight” è di certo il film più importante tra quelli che erano in corsa per l'Oscar di quest'anno. All'interno del Dolby Theater di L.A. erano presenti anche i giornalisti che, nel lontano 2003, portarono a galla gli abusi sessuali che alcuni bambini subirono da un gruppo di preti negli Stati Uniti.

 

 

-Miglior attrice protagonista: Brie Larson.

 

Grazie alla sua intensa interpretazione nel drammatico “Room”, la bravissima Brie Larson aveva già collezionato alcuni dei premi più importanti in ambito cinematografico e, come era lecito aspettarsi, l'attrice americana si è portata a casa anche l'academy per migliore attrice protagonista. Tutto ciò, nonostante il pubblico desse come favorita l'adorabile Jennifer Lawrence, che con “Joy” ha ammaliato tutti ancora una volta.

 

 

-Miglior attore non protagonista: Mark Rylance.

 

Questa è stata un po' una sorpresa, sì perché molti avrebbero volentieri visto Sylvester Stallone salire su quel palco. Eppure Rylance, forte di una grande performance ne “Il ponte delle spie” alla fine l'ha spuntata, lasciandosi alle spalle anche due monumenti come Tom Hardy, candidato per “The Revenant” e Christian Bale ("La grande scommessa").

 

 

-Miglior attrice non protagonista: Alicia Vikander.

 

In questo caso pochissimi erano i dubbi sulla vincitrice: Alicia in “The Danish Girl” è stata semplicemente la migliore delle contendenti alla statuetta. Che fosse un'attrice incredibilmente talentuosa lo si era già capito in “Ex Machina”, ma la sua interpretazione nell'ultimo film di Tom Hooper l'ha definitivamente lanciata nell'olimpo delle più grandi.

 

 

-Miglior sceneggiatura originale: Il caso Spotlight.

 

Vedasi quanto detto per il miglior film. In questo caso, inoltre, c'è da dire che la sceneggiatura scritta da Tom McCarthy e Josh Singer non doveva competere con sceneggiature altrettanto esaltanti.

 

 

-Miglior sceneggiatura non originale: La grande scommessa.

 

Forse il grande “sconfitto” della serata. Certo l'Oscar vinto è di quelli che pesano maggiormente, eppure il film di Adam McKay è uno di quelli che, a parità di nomination (ben 5), ha raccolto meno. C'è da dire, comunque, che la concorrenza era piuttosto aggressiva, vista la presenza di grandi film quali Carol, Room e il blockbuster The Martian.

 

 

-Miglior film straniero: Il figlio di Saul.

 

Ha vinto praticamente ogni premio per il quale è stato candidato, incluso l'Oscar a miglior film straniero e c'è da dire che è stato davvero meritato. Il film, ambientato ad Auschwitz, racconta con eccezionale intensità la giornata di Saul Auslaender, un detenuto del campo di concentramento.

 

 

-Miglior film d'animazione: Inside Out.

 

Arriva preannunciato come pochi altri premi, quello di miglior film d'animazione, un po' perché prosegue la credenza popolare che tutti i film della Disney Picture siano migliori, un po' perché gli americani hanno sempre mostrato una certa diffidenza nei confronti dell'animazione, ad esempio, giapponese.

 

 

-Miglior montaggio: Mad Max: Fury Road.

 

Niente di nuovo sotto il sole. Mad Max potrà anche essere considerato niente più che un blockbuster, ma è innegabile che da un punto di vista meramente tecnico questo film sia in assoluto un'opera d'arte. Il montaggio ad opera di Jason Ballantine e di Margaret Sixel ha messo in riga “La grande scommessa”, “The Revenant”, “Il caso Spotlight” e “Star Wars: il risveglio della forza”.

 

 

-Miglior scenografia: Mad Max: Fury Road.

 

Ci ripeteremo, ma anche in questo caso non ce ne era proprio per nessuno. La scenografia di Colin Gibson è assolutamente da togliere il fiato. George Miller, oltre ad essere un grande regista, sa anche circondarsi di collaboratori di primissimo ordine.

 

 

-Miglior fotografia: The Revenant.

 

Probabilmente il premio meno atteso per l'epico film firmato da Iñarritu, anche perché la concorrenza era davvero spietata. Gli altri pretendenti alla statuetta erano nientemeno che “The Hateful Eight”, “Carol”, “Mad Max: Fury Road” e “Sicario”.

 

 

-Migliori costumi: Mad Max: Fury Road.

 

Ancora una volta, c'erano pochissimi dubbi. Il film di Miller può contare su splendidi costumi, grazie all'ausilio di una delle migliori costumiste della storia: Jenny Beaven, che porta a casa il suo secondo Oscar.

 

 

-Miglior trucco e acconciature: Mad Max: Fury Road.

 

Hanno reso splendida Charlize Theron, pur mozzandole un braccio, hanno sottolineato a dovere il dolore sul viso di una meravigliosa Rosie Huntington-Whiteley e hanno reso ancor più 'duro' il viso di Tom Hardy. Premio meritatissimo.

 

 

-Migliori effetti speciali: Ex Machina.

 

A fronte di un budget limitato a soli 15 milioni di dollari, Ex Machina può vantare degli effetti speciali strabilianti, che gli hanno meritatamente permesso di lasciarsi dietro pellicole quali Mad Max, The Martian, The Revenant e Star Wars.

 

 

-Miglior colonna sonora: Ennio Morricone.

 

E anche in questa edizione l'Italia porta a casa un Oscar e lo fa grazie a un piccolo signore che, a 89 anni suonati (in tutti i sensi), ancora incanta il mondo intero. Morricone è un maestro e la colonna sonora di The Hateful Eight non fa altro che dimostrarlo per l'ennesima volta.

 

 

Tra i premi “minori”, la statuetta alla miglior canzone va a “Writings on the Wall” dal film “Spectre”, quella per il miglior documentario va ad “Amy”. Il miglior corto documentario è “A Girl in the River: The Price of Forgiveness”, il miglior cortometraggio è “Stutterer” e il miglior corto d'animazione è “Bear Story”.

 

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[foto di copertina: the-peak.ca]
[foto articolo: ilpost.it]

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