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La tensione tra Nord Corea e Stati Uniti non si placa

La tensione tra Nord Corea e Stati Uniti non si placa. Kim, con un discorso riportato dall’agenzia ufficiale del suo paese si dice pronto a colpire l’isola di Guam. La tensione tra Nord Corea e Stati Uniti non si placa

La tensione tra Nord Corea e Stati Uniti non si placa. Kim, con un discorso riportato dall’agenzia ufficiale del suo paese si dice pronto a colpire l’isola di Guam.

 

Un attacco contro gli Stati Uniti, o più precisamente verso un territorio statunitense, quello dell’isola di Guam, che si trova in mezzo all’oceano Pacifico. E’ quanto appare possibile dopo aver appreso, fa una fonte autorevole come l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, le parole di Kim Jong-Un, il dittatore nordcoreano, che da qualche tempo sta combattendo una battaglia a colpi di comunicati contro gli USA. Kim ha dichiarato "Valuterò le mosse degli Usa", parlando durante una visita ad una delle basi dalle quali i nuovi missili nordcoreani sarebbero in grado di raggiungere l’isola di Guam. Oltre alle dichiarazioni del dittatore l’agenzia ha fatto presente che Kim ha preso conoscenza del piano e lo sta studiando, ed è rimasto soddisfatto dalla possibilità di effettuare il lancio dei missili in ogni momento.

 

La guerra di parole con Donald Trump sta andando avanti ormai da alcune settimane, ma queste frasi sembrano poter essere il segnale di una pausa di riflessione da parte di Kim. Dall’altro lato ha preso una posizione netta il segretario alla Difesa statunitense, il quale ha dichiarato "Se ci spara addosso sarà guerra". Anche per gli USA la situazione non è delle migliori, e si pensa anche ad una trattativa nella quale una parte importante potrebbe essere sostenuta dalla Cina, anche dal punto di vista economico.

 

Quel che è certo è che i sistemi di difesa degli Usa sono in grado di poter tracciare le rotte di tutti i missili eventualmente lanciati dalla Corea del Nord, ed eliminarli in volo, se sono diretti verso l’isola di Guam od altri territori statunitensi.

 

Secondo Kim gli USA, con l’introduzione, in territori vicini alla penisola coreana, di attrezzature nucleari, hanno di fatto provocato le reazioni nordcoreane, e quindi è necessario che gli Stati Uniti effettuino delle "scelte adeguate" a far sì che questa situazione venga eliminata. Per gli Usa la base sull’isola di Guam è considerata altamente strategica e Donal Trump non intende cedere nemmeno di 1 millimetro anche in una "guerra di parole" e di comunicati, come sta avvenendo. Certamente, un lancio di missili segnerebbe una accelerazione verso la guerra, come ha dichiarato Jim Mattis, segretario alla Difesa.

 

La situazione nell’area sta diventando come una partita a scacchi, nella quale i due avversari, Trump e Kim si scambiano mosse e contromosse per cercare di indebolire l’avversario, e nessuno dei due vuole fare un passo indietro, come il presidente americano ha recentemente detto, in un colloquio, al premier giapponese. Trump ha assicurato ad Abe che gli Usa sono pronti a difendere, non solo il territorio americano, ma anche quello degli stati alleati come il Giappone e la Corea del Sud. Il tutto aspettando una ulteriore mossa di Kim, il quale dal canto suo aspetta di conoscere meglio "il folle e stupido comportamento degli yankee", dichiarando comunque in contemporanea che "gli imperialisti Usa hanno il cappio al collo".

[Foto: AsiaNews]

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